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Rientrare a lavoro dopo ferie sostanziose è molto spesso un momento scottante: staccare dalla routine lavorativa – per tutti i livelli gerarchici – è spesso vissuto quasi come una benedizione (o poco meno), in contrasto con gli aforismi proposti da illustri pensatori o manager dei nostri tempi.

“Instead of wondering when your next vacation is, maybe you should set up a life you don’t need to escape from”
(Seth Godin)

Come spesso accade, però, gli stereotipi e le definizioni tout-court soccombono di fronte al contesto specifico prima, ed alle situazioni dei singoli poi.
Qualche esempio? Nella Roma del I secolo A.C., Cicerone decantava le virtù benefiche dell’ “otium cum dignitate” (il diritto dell’uomo libero di dedicare il proprio tempo all’inattività “creativa”); nell’Atene di Pericle, similmente, il concetto stesso di “lavorare” era visto come un “affaraccio” non adatto ai Cittadini della Polis, ma piuttosto agli schiavi e ai meteci.

Ma in una società come la nostra, a metà tra il modello socio-culturale europeo e mediterraneo ed il capitalismo internazionale, calvinista ed ereditato dagli USA il lavoro viene inteso un po’ come male necessario a costruirsi un presente ed un futuro, e un po’ come uno strumento di auto-realizzazione, col rischio di trasformarlo in una missione totalizzante per la propria vita.
In questi giorni di back-to-work ho fatto qualche ricerca sul web sul come affrontare lo stress da rientro, ottenendo il seguente elenco di “consigli” per affrontare questo momento specifico, che si parli di ruoli più o meno manageriali.

Andare a dormire presto ed entrare prima in ufficio

Andare a dormire un po’ prima la sera, per svegliarsi ed arrivare prima in ufficio la mattina. Questo permette, da una parte, una maggiore pianificazione delle giornate, e dall’altra un inizio più “slow” della giornata.

Il junk food dopo le ferie? Meglio di no.

Il junk food dopo le ferie? Meglio di no.

Occhio all’alimentazione

Regolarizzare l’alimentazione o fare una mini-dieta per le prime due settimane aiuta a “pulire” l’organismo dagli stravizi che si sono avuti durante le ferie.
Ma serve anche per essere più leggeri ed avere energie più facilmente digeribili, visto che non si passeranno più le prossime giornate al sole – facendo shopping o gite o sport -, ma più verosimilmente al desk o indaffarati nelle attività lavorative. Con l’aggiunta di un po’ di stress da rientro, per di più.

Stabilire le vere priorità

È impossibile che tutto sia prioritario, sarebbe una contraddizione in termini: le priorità non strettamente necessarie possono tranquillamente essere rimandate a qualche giorno dopo.
I vantaggi? Non avere agende intasate proprio sin dalle prime ore di rientro al lavoro ed affrontare alcune questioni quando si è già tornati a pieno ritmo e a piena efficienza.
Scegliere con accortezza la priorità effettiva delle azioni da svolgere nei primi giorni dopo l’abbandono della spiaggia e…

Una checklist credibile e ordinata: risolve più problemi di quanto si possa pensare.

Una checklist credibile e ordinata: risolve più problemi di quanto si possa pensare.

Stilare una To-Do-List credibile

… e di conseguenza definire una to-do-list – preferibilmente non troppo fitta – ed attenercisi, almeno per la prima settimana dal rientro all’operatività.
Aiuterà a evitare lo spaesamento, ad avere sotto controllo le urgenze, a riempirsi con ordine le prime giornate e.. a non voler strafare sin da subito.

Dedicare ancora del tempo alle attività “da ferie”

Dedicate almeno una parte del tempo libero – da non rastremare appena rientrati “operativi” – alle attività svolte in vacanza: sport, lettura, gite, hobby vari…
Arriveranno richieste, anche a ritmo serrato, di colleghi, clienti, capi e via dicendo: ma lo svago crea una sorta di continuità con il periodo appena trascorso (ovvio, con tempi più contingentati) e a non rendere troppo pesante l’impatto con il “sé lavorativo”.

Una nuova, breve vacanza subito dopo le ferie? Dicono sia un toccasana!

Una nuova, breve vacanza subito dopo le ferie? Dicono sia un toccasana!

Una nuova vacanza

Prenotare appena possibile una nuova vacanza – non troppo in là nel tempo. Qualcuno suggerisce addirittura nello stesso mese: non è sempre applicabile in tutti i contesti lavorativi, anzi… ma un suo senso ce l’ha.
Il punto è organizzare anche poche giornate di svago, tra non molte settimane, per dare un link utile alle proprie sinapsi. Così ricorderemo a noi stessi che ci sarà comunque un nuovo periodo di relax totale dalle attività professionali.

In conclusione…

Una macchina ben manutenuta è più efficiente e produttiva, e nel caso dell’essere umano felicità (parola molto delicata) e realizzazione personale sono un “delta” rilevante anche per realizzare maggiori risultati professionali.
Del resto, lo sostiene perfino Sheryl Sandberg (by the way: COO di Facebook dal 2008 e prima in Google, indicata dal Times nel 2012 come una delle 100 persone più influenti del mondo):

“Framing the issue of work-life balance – as if the two were dramatically opposed – practically ensures work will lose out. Who would ever choose work over life?”

Le dareste torto?