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“Il lavoro rende i giorni prosperi, il vino le domeniche felici”, diceva Baudelaire: e non è solo questione di savoir vivre, saper vivere, né di produttività fine a se stessa. Il settore Wine vive un momento di enorme espansione, e basta un giro al Vinitaly di Verona per tastarne il polso: 99.000 mq, 4.600 aziende, 35 diversi Paesi rappresentati, oltre 16.000 etichette a catalogo.
Non bastasse la fiera vitivinicola più importante del mondo, i numeri generali parlano di una crescita imperiosa, con molti tratti ascrivibili al concetto di “boom”: +7,5% del fatturato, +3,7% per l’occupazione, + 25,9% per gli investimenti, export a +5,3%, consumi interni in esplosione (+9,9%) con i maggiori benefici che in Italia ricadono sulle regioni leader del comparto (Veneto, Piemonte, Toscana).

Eppure si tratta di un mercato estremamente differenziato, peculiare e sfaccettato in termini di prodotti e consumatori: non solo per le diverse tipologie di vino o per le aree geografiche di produzione, ma anche per la componente soggettiva dei consumatori/degustatori. Gli amanti del vino di ogni parte del mondo infatti hanno gusti completamente diversi, e questo incide parecchio sulle dinamiche di mercato.
Prendete ad esempio le bollicine: secondo l’Iwsr (International Wine & Spirits Research), il 2019 vedrà un +0,3% globale nel consumo di vini fermi e un +1,6% sugli spumanti, con il Prosecco che varrà – da solo – la metà di questa crescita stimata. Uno sviluppo targato Italia, destinata a diventare nel 2022 il primo mercato al mondo per consumo di bollicine.

La realizzazione di queste previsioni passa dalla costanza negli investimenti in tecnologie e ricerca e da azioni strategiche di marketing, comunicazione e vendita.
Questo senza dubbio ha portato, porta e porterà i Player vitivinicoli a valutare l’inserimento di nuove risorse professionali per arricchire e migliorare il loro posizionamento sul mercato: la terra, l’uva e gli impianti da soli non bastano per proseguire l’ascesa di un prodotto che fa dell’apparenza un fattore importante tanto quanto la sostanza.

Specialisti Sales & Marketing nel settore wine: serve passione, quella vera

Specialisti Sales & Marketing nel settore wine: serve passione, quella vera

Riconoscibilità del marchio, packaging, storytelling e legami con il territorio fanno davvero la differenza. E questi sono dettagli utili a capire meglio le figure professionali più ricercate nel settore Wine: stiamo rilevando una vera impennata nella richiesta di figure in ambito Sales e Marketing, ruoli fortemente legati all’interno delle dinamiche aziendali.

  • I ruoli manageriali di rilievo in area commerciale richiedono – al solito – una forte capacità empatica, necessaria per il coordinamento della forza vendita (solitamente formata da agenti mono/pluri mandatari o agenzie strutturate), ma anche per instaurare e mantenere un rapporto stretto con i Clienti, sia che si tratti di interfacciarsi con il canale della GDO sia con quello Ho.Re.Ca.
  • Chi però ha provveduto a strutturare in maniera solida il proprio team Sales, molto spesso avrà necessità di sviluppare in parallelo anche l’area Marketing & Comunicazione.
    Le aziende vitivinicole hanno iniziato a ragionare come le principali realtà del Fashion: l’attenzione al particolare, allo sviluppo di campagne pubblicitarie, alla definizione e al posizionamento del marchio e a tutto ciò che precede la degustazione di un calice di vino richiedono professionalità sempre più definite per poter lavorare in questo settore.
Il settore vitivinicolo non è un settore solo di consumo: è un settore esperienziale.

Il settore vitivinicolo non è un settore solo di consumo: è un settore esperienziale.

Nulla di più azzeccato del caro “anche l’occhio vuole la sua parte”: i nuovi Wine Lovers vivono questa passione come un’attività a tutto tondo, realmente esperienziale. Perciò, ad accomunare il “profilo perfetto” per entrambe le figure è l’interesse approfondito per la materia – e questa, per una volta, non è una frase fatta da recruiter.
Serve davvero essere degli amanti e, in certi casi, dei cultori del prodotto: poter spiegare nel dettaglio le caratteristiche del vino o l’origine e la lavorazione delle uve crea una sintonia definitiva con i propri interlocutori, per sublimare verso un livello superiore la classica conoscenza delle dinamiche di mercato e delle azioni dei competitor.

Fonti: ANSA